La popolazione più anziana è esclusa dalla digitalizzazione?

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28092016_elderly_bigIl veloce invecchiamento della popolazione nel mondo occidentale sta trasformando la società. All’inizio del millennio, 810 milioni di persone in tutto il mondo avevano più di 60 anni. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro l’anno 2050 questo numero raggiungerà i 2 miliardi. Inoltre, il numero di persone che avranno 80 anni e più quadruplicherà rispetto a oggi.

Il nuovo divario digitale

I progressi tecnologici in campo medico e i cambiamenti negli stili di vita hanno permesso alle persone di vivere più a lungo e di restare attivi, ma ciò significa anche che viene richiesto uno sforzo sempre maggiore alle infrastrutture sociali preposte alla gestione di energia, trasporti, sanità, sussidi pubblici, ambiente e istruzione.
Dobbiamo assicurarci che le persone anziane siano in grado di godere delle opportunità che la tecnologia sta creando. L’espressione “divario digitale” viene spesso utilizzata per descrivere la disparità tra le aree urbane e quelle rurali.
Tuttavia, l’emergere dei “nativi digitali” (i nati in un mondo in cui tecnologia, internet, e il mobile sono ovunque) ha portato le persone ad avere una nuova mentalità e più familiarità rispetto alla tecnologia.
Non è banale. Da quando il commercio si è spostato online, la più ampia scelta di prodotti e servizi (e i prezzi più competitivi) non si trovano più nei negozi tradizionali. Se per esempio i consumatori non hanno accesso a diversi siti e non sono in grado di confrontare le vari offerte, non potranno assicurarsi la scelta più conveniente tra quelle proposte dai veri fornitori energetici, dagli operatori di viaggio, dalle compagnie assicurative etc.  Inoltre, ormai governi locali e centrali si servono della comunicazione online per fornire servizi, consigli e guidare il cittadino.

Aumentare l’integrazione digitale

Molte persone anziane sanno di essere escluse da innumerevoli servizi e informazioni, ma spesso non sanno come muoversi online o non sono abbastanza motivate.
Se vogliamo incoraggiare più persone sopra i 60 anni ad usare l’IT, è necessario un nuovo approccio.
Le persone anziane difficilmente si iscriveranno a dei corsi e preferiscono imparare con qualcuno con il quale si possono relazionare direttamente. Le ricerche mostrano che quando si insegna agli anziani a usare il computer, il metodo di insegnamento e il sistema scelti fanno una fondamentale differenza. Il programma di insegnamento dovrebbe includere argomenti come le e-mail, i social network, le video conferenze e la sicurezza.
Ci sono già organizzazioni no profit che si occupano di questo, come per esempio Informatici Senza Frontiere, Onlus che realizza progetti no profit volti a colmare il divario digitale all’interno di contesti di emarginazione e difficoltà e situazioni di emergenza, in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.
L’accesso all’IT e alla tecnologia deve essere considerato un diritto piuttosto che un privilegio.
Ma anche per i paesi più fortunati è necessario insegnare alle persone come accedere a servizi online fondamentali come per esempio il voto o il pagamento delle tasse.

Cambiare le dinamiche socio-economiche

La necessità di essere istruiti per apprendere quelle che sono le nozioni basilari per usare il computer inizia a scemare mentre le persone già esperte in questo campo invecchiano. Tuttavia, le persone anziane richiederanno ugualmente una considerazione speciale, in particolare per quanto riguarda l’usabilità.
La tecnologia gioca un ruolo importante nell’assicurare il nostro benessere mentre invecchiamo. Per affrontare la frammentazione delle famiglie e allentare la pressione sui servizi locali, è fondamentale l’assistenza che dall’IT arriva nelle singole case, per garantire sicurezza, benessere e indipendenza a tutti.
Fujitsu per esempio sta lavorando sulla creazione di una casa intelligente che incorpora un sistema di sensori in grado di monitorare salute e mobilità degli abitanti. Ciò permetterà alle persone di poter prendersi cura di sé stesse in modo più efficiente e di fornire un flusso di dati in tempo reale per i servizi e le persone preposte a dare soccorso in caso di necessità.
I benefici della digitalizzazione devono essere resi accessibili a tutta la comunità. Mentre la popolazione nei paesi sviluppati invecchia, è fondamentale che i decision maker si assicurino che le persone anziane non siano lasciate in disparte in un mondo ancorato al passato, più costoso, isolato e diviso.
Il governo gioca un ruolo fondamentale, se non altro per il desiderio generale di ridurre i costi e aumentare il raggio di azione dei servizi pubblici, ma le aziende di tecnologia devono contribuire. Dobbiamo progettare prodotti e servizi pensando ai trend demografici. Ciò porterà sia vantaggi economici per il business, sia etici per la società. I benefici socio-economici della tecnologia appartengono a ogni membro della comunità, a prescindere dalla sua età.

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