Il digital workplace del futuro: AI e collaborazione

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Digital workplace – Processi di lavoro, tool di produttività e ambienti fisici destinati a diventare obsoleti nel corso dei prossimi otto anni, mancanza di competenze e difficoltà ad attrarre talenti: questo è quanto emerge da un whitepaper realizzato dalla società di ricerche Pierre Audoin Consultants (PAC) per conto di Fujitsu.

Digital Workplace Whitepaper

Il whitepaper ‘Workplace 2025’ si focalizza sulle risposte al quesito “Quale aspetto potrà avere una strategia di workplace efficace nel 2025?” e si concentra su cambiamento sociale, evoluzione tecnologica, impatto ambientale, considerazioni di business e spostamenti demografici, tutti elementi fondamentali che cambieranno i requisiti del workplace nel futuro.

Dai risultati della ricerca emerge che l’impiego dell’AI avrà una crescita inarrestabile: Pierre Audoin Consultants prevede infatti che il ritmo del cambiamento continuerà ad accelerare da qui fino al 2025, impattando su quasi ogni aspetto del workplace e del modo in cui le persone vivono e lavorano.
Un’altra area chiave di cambiamento riguarderà la struttura del business, che porterà ad avere modelli di lavoro più flessibili, all’insegna della collaborazione.

L’Intelligenza Artificiale

Secondo Fujitsu, una strategia di workplace efficace per il 2025 deve partire dall’uso di sistemi basati sull’AI, in modo da liberare il personale da attività di routine e gli consentirà di dedicarsi ad attività più complesse. Inoltre l’AI deve essere utilizzata per fornire assistenza intelligente, aiutare a formare nuove relazioni di business determinando automaticamente l’abbinamento ottimale delle competenze, offrire un’esperienza altamente personalizzata, dinamica e contestuale per la programmazione delle attività della giornata, e utilizzare un routing dinamico in tempo reale per evitare gli ingorghi del traffico e ottimizzare trasferimenti e modalità di trasporto.

All’interno degli uffici, i desk dei dipendenti saranno organizzati automaticamente in modalità hot-desking, ovvero posizionando i colleghi che tra loro interagiscono di più uno vicino all’altro; gli assistenti digitali si occuperanno di gestire l’agenda e i dispositivi indossabili aiuteranno infine le persone ad autenticarsi e accedere a sistemi e informazioni sempre e ovunque.

Tuttavia, come sottolinea il whitepaper, le aziende devono promuovere già da oggi una cultura di innovazione e collaborazione, sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione. In questo panorama, la tecnologia obsoleta e pratiche di lavoro antiquate possono soffocare la produttività e demotivare il personale.  

L’agilità del workplace ‘senza confini’

La produttività delle persone deve essere favorita attraverso modelli di collaborazione e co-creazione che garantiscano salute e benessere. Inoltre, per attrarre talenti, sarà necessario un ambiente di lavoro con spazi personalizzati sulla base delle esigenze dei singoli e bisognerà promuovere la collaborazione tra colleghi attraverso tecnologie come la realtà aumentata. Questo cambierà anche l’organizzazione dello spazio fisico dell’ufficio: in un workplace non più associato a un’ubicazione fisica, le tecnologie biometriche saranno ancora più importanti per proteggere l’accesso ai dati e alle applicazioni enterprise, permettendo alle persone di accedervi da qualsiasi dispositivo, ovunque si trovino.

Le strutture saranno sostituite da piccole reti collaborative composte da team di freelance interni ed esterni, collegati tra loro attraverso piattaforme di comunicazione unificata e supportati da assistenti intelligenti. L’individuo non avrà più un ruolo univoco, ma si adatterà dinamicamente per rispondere a necessità variabili su attività differenti.

Il recruitment userà il modello del crowdsourcing

Dai risultati della ricerca si prevede che nel 2025 le aziende in più rapida crescita saranno quelle capaci di identificare e reclutare velocemente le competenze disponibili all’interno di un vero pool globale di talenti. Non ci saranno più ruoli definiti, ma ci si affiderà al crowdsourcing globale di collaboratori freelance. Il principale canale di recruitment sarà costituito da piattaforme online che metteranno in contatto le aziende con i potenziali collaboratori. Attraverso l’intelligenza artificiale sarà possibile identificare le persone con le competenze più adatte al progetto.

I confini aziendali saranno sempre più labili

I sistemi IT dovranno varcare i confini aziendali e aprire le applicazioni business di base anche ai partner esterni, garantendo però un maggior livello di sicurezza e tutela della proprietà intellettuale.

Secondo Fujitsu, i partner tecnologici dovranno aiutare le aziende a gestire questi nuovi ecosistemi estesi occupandosi della gestione della sicurezza e del rischio finanziario. Saranno necessarie piattaforme e framework per mettere rapidamente in connessione i servizi e le competenze disponibili. Questo modello di co-creazione digitale potrà produrre un valore di business notevolmente superiore rispetto a quello degli attuali modelli contrattuali. 

Bruno Sirletti, Presidente e Amministratore Delegato di Fujitsu Italia ha commentato: “Per poter rispondere alle necessità della forza lavoro multigenerazionale di oggi, ciascuna con proprie esigenze e aspettative, è importante che le aziende inizino subito a pianificare e investire nella propria strategia di workplace del futuro. L’utilizzo dell’AI in azienda può portare alla creazione di una user experience più personalizzata che, combinata con agenti virtuali, controllo vocale e dispositivi wearables, rendono il lavoro più trasparente, immersivo e collaborativo, ovvero le caratteristiche che i lavoratori di domani si aspettando. Dal punto di vista tecnologico, questo significa dotarsi di un IT flessibile, capace di supportare la collaborazione tra colleghi sia all’interno dell’azienda che al suo esterno. Le aziende devono comprendere che le decisioni strategiche prese oggi relativamente agli aspetti tecnologici e sociali della trasformazione del workplace avranno importanti conseguenze sul loro futuro”.

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