L’importanza della cultura nella trasformazione digitale

 //

All’inizio del diciannovesimo secolo, un personaggio di fantasia chiamato Ned Ludd divenne un punto di riferimento per molti operai dell’industria tessile in Inghilterra. Le fabbriche di tutto il mondo avevano iniziato a introdurre macchinari in grado di  migliorare e velocizzare la produzione di tessuti e molti operai erano contrari all’introduzione di questi macchinari, temendo di diventare meno importanti per l’industria e di poter perdere il proprio posto in favore di persone meno qualificate e quindi più economiche. Sotto la bandiera di Ned Ludd, i lavoratori si ribellarono, distruggendo i macchinari delle industrie e scontrandosi addirittura con l’esercito. I cosidetti ‘Luddites’ continuarono a insorgere contro i proprietari delle fabbriche e contro il governo fino al 1817.
Fu un momento difficile, con molti fattori in gioco che stavano generando un cambiamento economico, culturale e sociale.
Nonostante tutto questo avvenisse centinai di anni fa, è tuttora un esempio utilissimo per comprendere ciò che sta succedendo oggi durante la trasformazione digitale. Riuscire a introdurre con successo nuove tecnologie dipende da molti fattori oltre che dalla tecnologia stessa.

Trasformazione Digitale

Un approccio PACT per il progresso

Ecco perché nel 2017 abbiamo condotto una ricerca sulla trasformazione digitale e, nello specifico, sul perché alcuni progetti digitali falliscano e cosa sia necessario per farli funzionare. I risultati sono stati incredibili. Abbiamo scoperto che negli ultimi due anni, una azienda su quattro tra quelle che operano a livello globale hanno vissuto il fallimento di un progetto digitale con un costo medio di €555.000.

Le aziende ancora non riescono ad attuare un approccio PACT (Persone giuste, Azioni corrette, Collaborazioni più adeguate, Tecnologia necessaria) per realizzare la trasformazione digitale con successo.
Come dimostrano i risultati della ricerca, ci sono molti fattori importanti che influenzano il successo della trasformazione digitale, ma un elemento fondamentale è senz’altro la cultura aziendale di cui gli aspetti su cui focalizzarsi sono: l’approccio che le organizzazioni stanno scegliendo per affrontare la rivoluzione digitale, il confine trai progetti ufficiali e quelli non ufficiali e perché il fallimento può generare più successo.

Un quadro ottimistico della trasformazione

Il modo in cui le aziende si comportano quando si parla di digitale sono la chiave del successo di un programma di digitalizzazione. Per realizzare la trasformazione è fondamentale una strategia digitale ben definita, in cui la tecnologia sia al servizio del business e dei suoi obiettivi.
Per fortuna, nove business leader su dieci affermano di avere una strategia digitale ben definita, con l’82% che ritiene che il resto dell’organizzazione capisca di cosa si tratti.
Queste strategie digitali sono supportate da una cultura d’innovazione all’interno del business e l’87% dei business leader concordano sul fatto che sia così. Un dato ancora più positivo è che l’88% degli intervistati abbia affermato che la propria dirigenza ha il pieno controllo di tutti i progetti di trasformazione digitale.
Una volta che i progetti sono iniziati, il 91% afferma di avere un processo pronto per valutarli.
Per molti degli intervistati, sembra che le aziende abbiano una strategia digitale chiara, supportata da una cultura innovativa all’interno del business, con chiari processi per monitorare i progetti e la loro evoluzione.
Questa visione della trasformazione è quasi utopica. Cosa potrebbe andare male quindi?

Il problema del fallimento

Quando però si analizzano più attentamente i risultati, la sicurezza dei leader del business viene meno. Anche se credono di avere visibilità di ogni progetto, il loro controllo è effettivo solo quando si parla dei progetti “ufficiali”. C’è infatti un secondo strato di progetti non ufficiali.

Di conseguenza, tre su quattro business leader affermano che i progetti digitali spesso non sono connessi alla strategia digitale complessiva, mentre il 69% afferma che i progetti digitali della cosidetta “shadow IT” sono un problema serio per la propria organizzazione. La maggioranza (72%) ammet­te che questo tipo di progetti sono addirittura l’unico vero modo di portare innovazione nell’azienda.  Allora perché la shadow IT resta il lato oscuro della trasformazione digitale? Sembra che la cultura aziendale resti un problema e, in particolare, lo è la mentalità con cui si affrontano i fallimenti all’interno delle organizzazioni. Il 68% degli intervistati afferma che la paura di fallire sia un serio intralcio ai progetti di trasformazione digitale, mentre il 67% afferma che il costo del fallimento dei progetti li ha spinti a non investire in nuovi progetti nel futuro. Forse è proprio per questo che molti team scelgono di implementare la tecnologia da soli, inosservati.
Ciò però significa che le aziende non solo rischiano di perdere soldi per progetti non correlati alla propria strategia, ma anche di non ottenere i vantaggi attesi con le proprie innovazioni. Una cultura aziendale sbagliata quindi impedisce alle aziende di raggiungere il loro pieno potenziale digitale.

Una nuova cultura digitale

Le aziende devono considerare un nuovo approccio per affrontare il fallimento, che miri non solo a ridurre la perdita di soldi ma che assicuri di poter affettivamente trarre vantaggio dalle idee innovative già presenti all’interno dell’organizzazione. I leader del business dovrebbero incoraggiare i piccoli progetti digitali, usando una strategia agile in cui i team possano provare nuove soluzioni, valutando costantemente i loro progressi e portandoli su larga scala se funzionano.
I team sono in grado di fallire velocemente, ma anche di andare avanti velocemente. Imparando da loro e sfruttando i loro risultati, le aziende possono sprecare meno soldi, evitando fallimenti su larga scala e facendo crescere le idee creative dei membri del team.
Introdurre nuove tecnologie significa molto più che introdurre nuovi strumenti: è un cambiamento culturale. Così come i proprietari delle fabbriche centinaia di anni fa, le aziende che gestiranno nel modo giusto questo processo saranno quelle che avranno successo in questa quarta rivoluzione industriale.

Per scoprire tutti i risultati del report, visita il sito: http://www.fujitsu.com/global/microsite/digital-cocreation/insight/pact

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Google+0Pin on Pinterest0Share on LinkedIn0Email to someone
 //

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>