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Nel futuro, i dipendenti saranno più dispersi: ci saranno più freelance e più persone che lavoreranno da remoto. Ma questo non è il più grande cambiamento che possiamo aspettarci: la definizione stessa del luogo di lavoro cambierà per dare spazio all’ufficio digitale o digital workplace.

Oggi la nostra concezione di workplace prevede un luogo e un device. Ma nel futuro, il luogo di lavoro potrebbe letteralmente essere qualunque cosa e posto che possa essere personalizzato.
Avrà molto più a che fare con le persone come individui che come animali sociali e dovrà garantire loro la flessibilità di poter lavorare quando si voglia, da dove si voglia e in qualunque modo si voglia.
Il workplace del 2025 sarà intelligente: dovrà essere in grado di comprendere le preferenze implicite delle persone e il modo in  cui preferiscono lavorare.
Dovrà essere anche naturale: se la persona preferisce parlare piuttosto che scrivere al computer, il tuo luogo di lavoro dovrebbe permetterti di farlo.
Ma cosa possono fare le aziende per iniziare a realizzare tutto ciò?

Prendiamo un esempio di un’azienda che ha iniziato a implementare queste innovazioni: Royal Bank of Scotland (RBS), con la reputazione di essere un’organizzazione agile, innovativa, proiettata verso il futuro e con una lunga storia e tradizione alle spalle.
Steve Wood, Head of Digital Office di RBS, era al Fujitsu Forum 2017 per raccontare cosa la sua compagnia sia riuscita a realizzare. Durante il suo talk ha dato cinque consigli fondamentali.

Concentrati sull’esperienza dei tuoi dipendenti per poter dare il meglio al cliente

Il focus deve essere sul cliente. Questa è la prima regola di RBS, che si focalizza al 100% sulla customer experience, ovvero nel rendere l’esperienza degli impiegati la migliore possibile, perché un impiegato frustrato non può dare il meglio di sé. E visto che gli impiegati o, per usare il termine che Steve preferisce, i colleghi passano molto tempo a usare la tecnologia, ed assicurarsi che questo aspetto del lavoro sia soddisfacente è una priorità.
Steve prosegue rivelando che RBS ha scoperto che per l’87% del tempo, i clienti non interagiscono con persone ma piuttosto con la tecnologia. L’app di RBS per esempio è una piattaforma che i clienti usano al posto dell’interazione faccia a faccia e ha così tanto successo da essere riconosciuta come una delle migliori del settore.
Quindi un punto di forza di RBS è quello di fornire ai propri clienti una delle migliori customer experience attraverso la tecnologia. È possibile fare lo stesso per gli impiegati?

Sviluppare una cultura di persone e tecnologia

RBS sta facendo grandi progressi nel realizzare il suo obiettivo: offrire una employee experience che sia buona quanto quella fornita al cliente, mettendo lo staff in controllo delle proprie pratiche lavorative e permettendo loro di usare qualunque device nelle reti aziendali, con un’ottica mobile first, soprattutto perché le persone assunte da RBS sono abituate all’esperienza mobile.
Si tratta di creare un ambiente in cui i colleghi percepiscano che le proprie necessità tecnologiche e che le proprie preferenze siano soddisfatte.
Secondo Steve, ciò significa anche sviluppare una cultura in cui le persone possano “sfidare” l’ azienda quando vedono un’opportunità costruttiva per fare le cose in modo diverso. È così che si cresce.
“Se sfruttiamo i suggerimenti delle persone in modo giusto e allineiamo correttamente la cultura alla nostra tecnologia, potremmo ottenere il Nirvana”, afferma Steve.

Ispirare una modalità di lavoro digitale tra generazioni

Le proposte delle persone stanno diventando sempre più complesse e stimolanti grazie alla presenza di diverse generazioni sul luogo di lavoro, dalla Generazione Z ai Millennial e agli over 60.
Steve ricorda come in passato parlò a dei laureandi che gli dissero di non usare mai un brand tecnologico in particolare. Anche se questa tendenza può apparire difficile da gestire, è importante ascoltarla, visto che RBS deve essere allineata con le necessità dei colleghi più giovani per non farseli scappare.
Steve sottolinea ancora di più il valore della generazione più giovane quando parla delle nuove app come Snapchat e Periscope.
“Perché non sei su Snapchat o su Periscope?” chiede. “I nostri clienti li usano e alcuni dei nostri neolaureati e apprendisti sono esperti di questi nuovi media.”
Ecco perché RBS sta lavorando con organizzazioni come le scuole, dove sta creando club tecnologici per insegnare ai bambini a programmare. Questo tipo di iniziative sono essenziali se si vuole restare aggiornati.

Costruire l’ufficio di nuova generazione

Infine, Steve riflette sui modi pratici in cui RBS ha portato avanti la trasformazione digitale della propria organizzazione. Gli uffici di Londra sono costituiti da un grande spazio che contiene un centinaio di persone senza schermi o fogli, ma solo con una rete wireless. Gli impiegati arrivano, tirano fuori il proprio Chromebook e iniziano a lavorare.
Questa tendenza è stata inizialmente generata dalla volontà di risparmiare, tagliando i costi sull’hardware, ma le persone oggi apprezzano i benefici che ne derivano. Steve spiega inoltre che ci sono delle componenti social che spingono RBS a continuare il suo percorso verso il digital workplace. La compagnia è stata infatti una delle prime a provare il Workplace di Facebook, una social network per le aziende. La banca sta anche usando l’AI per il suo help desk e per il dipartimento di HR. Gli impiegati possono per esempio usare questa soluzione per chiedere quando è il giorno di paga.

La regina è sempre la user experience

Il vero fulcro dei consigli di Steve può essere riassunto così: le persone devono essere il cuore di qualunque organizzazione. Ciò comprende i clienti e gli impiegati che usano la tecnologia. Tutto si concentra sull’esperienza che offriamo all’utente finale.
Tutto ciò fa parte della vision di Fujitsu e RBS è riuscita chiaramente a realizzarla. Per questo motivo RBS è un grande esempio per tutte le aziende che voglio affrontare con successo la trasformazione digitale.

Per approfondire queste tematiche, scarica il whitepaper Workplace 2025 e il nostro Worldwide Results Report.

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