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Il produttore di machine agricole John Deere crede che la tecnologia digitale, dai trattori automatizzati ai sensori di monitoraggio del terreno, possa migliorare enormemente la gestione e la produzione mondiale del settore agricolo. L’agricoltura guidata dall’IT farà la differenza in un mondo in continuo aumento demografico.

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La popolazione mondiale è cresciuta da 7 a 9 miliardi negli ultimi trent’anni. Aumentano di conseguenza le pressioni sull’industria agricola, che deve incrementare notevolmente e in modo sostenibile la produzione di cibo, sfruttando però sempre la stessa quantità di terreno. “La terra disponibile non aumenterà di certo e le sue sostanze nutritive sono limitate; quindi dobbiamo affrontare questa sfida in un modo diverso,” afferma Georg Larscheid, integrated solutions implementation manager del gigante della produzione di macchine agricole John Deere.
L’applicazione su larga scala della tecnologia è l’unica soluzione possibile”, continua.
L’agricoltura ha, in gran parte, mantenuto il passo con l’incremento demografico grazie ai grandissimi vantaggi ottenuti dall’introduzione di macchine agricole più potenti che mai, in grado di aumentare l’efficienza e i raccolti. Afferma Larscheid che l’industria sfrutta i terreni agricoli solo al 50% delle proprie capacità e dopo 100 anni, non basta più equipaggiare mietitrici e trattori: bisogna ricercare il limite evolutivo di questo tipo di soluzioni.

Il prossimo grande passo in avanti per incrementare efficienza e produttività sarà un’agricoltura guidata dall’IT attraverso soluzioni tecnologiche intelligenti e connesse. “Nel mondo dell’agricoltura e delle sue macchine, ci sarà molta più tecnologia digitale, come i sensori IoT, la connettività, i cloud-based analytics, i veicoli automatizzati e altro ancora”, afferma Larscheid.

Veicoli agricoli autonomi

La guida automatizzata rientra già tra le funzioni offerte dalla compagnia per i suoi trattori e per altre attrezzature, grazie alle quali gli agricoltori possono rendere più efficiente e preciso il loro operato, ottimizzando la gestione e la quantità dei raccolti. “Oggi solo la metà dei nutrimenti apportati dai fertilizzanti raggiunge effettivamente la pianta, e solo il 10% dei pesticidi raggiungono gli organismi che causano le infestazioni,” afferma.

Un’importante passo in avanti sono i trattori che si guidano da soli, afferma Larscheid che sottolinea che i produttori di veicoli agricoli sono già anni avanti rispetto all’industria automobilistica quando si parla di veicoli automatizzati. Questo tipo di veicoli, grande e pesante, è spesso difficile da manovrare manualmente e l’automatizzazione della guida consente sia di coprire un campo nel modo più efficiente possibile sia di gestire manovre difficili, come sterzare in aree particolarmente ristrette. Ma l’IoT promette anche maggiori benefici e John Deere è nuovamente in prima fila nell’impiego di questa nuova tecnologia.

I sistemi di guida satellitari, feature già integrata nella maggior parte dei veicoli prodotti da John Deere, offrono alla compagnia una base per aggiungere delle funzionalità IoT, afferma Larscheid. “Sia già in grado di accedere ai sensori montati sulle macchine senza bisogno di connessione wi-fi e di raccogliere i dati nel cloud per analizzarli e prendere successivamente delle decisioni ponderate. Pianificazione, semina e mietitura: gli agricoltori devono considerare moltissimi fattori in ognuna di queste fasi di produzione. Oggi, prendono queste decisioni basandosi principalmente sul loro bagaglio di conoscenza pregressa e sull’esperienza piuttosto che sui dati. Stiamo quindi cercando di mettere insieme tutte le informazioni raccolte dalle macchine e dalle diverse aree e di offrire poi dei modelli basati sull’analisi dei dati, generando una visione che possa permettere agli agricoltori di prende decisioni migliori e più efficaci,” afferma.
L’azienda ha sviluppato una piattaforma web di gestione che, con il permesso dei clienti, si connette ai loro macchinari per permettere la manutenzione preventiva. Il suo scopo è quello di ottimizzare le performance delle singole macchine e di minimizzare i tempi di fermo, per esempio, inviando i tecnici dove sono necessari e quando sono necessari. John Deere sta inoltre aiutando gli agricoltori a utilizzare i sensori direttamente nei propri campi agricoli per fornire informazioni costantemente aggiornate sul loro raccolto e sul loro terreno. Ciò significa che i clienti possono avere una visione completa delle loro operazioni su device desktop e mobile, compresa la possibilità di sapere dove sono localizzati tutti i propri macchinari e il tipo di trattamento applicato per ogni singolo campo.
La piattaforma è stata progettata per essere open, con le API che permettono ai partner di accedere ai dati integrati e di fornire una visione completa as a service agli agricoltori.
Tutto ciò si basa su una solida infrastruttura di consent-management per mantenere la fiducia e la privacy dei nostri clienti,” afferma Larscheid.

Ecosistema aperto

Questa innovazione sta già dando i suoi frutti a chi ha deciso di adottarla per primo. Se per esempio un irroratore di pesticidi non funziona, un venditore locale può diagnosticare il problema da remoto e mandare un tecnico a conoscenza di tutte le informazioni necessarie e con i pezzi di ricambio giusti per ripararlo. In questo modo, un’interruzione di servizio che in precedenza sarebbe potuta durare due o più ore, si riduce a 40 minuti.

Oltre che ottimizzare le operazioni gestite dalle macchine e la loro efficienza attraverso dei tecnici sempre “connessi”, la piattaforma può anche essere utilizzata per migliorare la distribuzione dei nutrienti o dei pesticidi, trattando solo quelle aree del campo che ne hanno bisogno e nella esatta quantità. “Quello che vogliamo è portare l’agricoltura a nuovi livelli di efficienza,” afferma Larscheid.

Tuttavia, per raggiungere i miglioramenti necessari, ci sarebbe bisogno di molta più cooperazione trai i diversi fornitori, specialmente quando si parla di interoperabilità del cloud (John Deere è un convinto sostenitore degli standard del cloud OpenStack). “Abbiamo fatto progressi con alcuni produttori,” afferma Larscheid, “ma tutto ciò funzionerà solo se gli agricoltori potranno aggregare e analizzare tutti i loro dati.”

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