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Il pricing dinamico è diventato parte della nostra vita quotidiana quasi senza che ce ne accorgessimo. Certamente quando passiamo davanti a una stazione di servizio e vediamo che il prezzo della benzina è aumentato o diminuito lievemente, sappiamo che il cambiamento è connesso alla fluttuazione del prezzo del petrolio sui mercati globali, ma non ci aspettiamo la stessa cosa quando si parla di comprare cibo per esempio. Anche prodotti come questi potrebbero essere soggetti a cambiamenti di ora in ora attraverso l’ottimizzazione dei dati?

In realtà lo sono già, ma online. I prezzi di Amazon cambiano costantemente. Sofisticati algoritmi tracciano i prezzi generali e specifici considerando una serie di fattori: i prezzi dei competitor, la domanda e l’offerta, il livello di interesse… qualunque tipo di dato che potrebbe fare la differenza tra la realizzazione di un acquisto o meno. Nel febbraio del 2017, durante il nostro Webinar sul Connected Retail che abbiamo tenuto con gli specialist di Planet Retail, è salata fuori una domanda molto interessante: il pricing dinamico potrebbe essere attuato anche nei negozi fisici tradizionali?

È un’ipotesi più che plausibile e potrebbe accadere presto, proprio sotto ai nostri occhi.
Già oggi, i grandi magazzini John Lewis in Gran Bretagna hanno dei dipendenti che si occupano di monitorare costantemente i prezzi della concorrenza e di cambiare manualmente quelli dei loro negozi, per garantire ai propri clienti sempre il prezzo più conveniente.
Accenture ha recentemente affermato che il machine learning potrebbe essere impiegato per predire le “curve di elasticità del prezzo”. Suona complicato, ma in realtà non lo è.
Bisogna unire le condizioni del momento (come eventi, livelli di competizione, congestione del traffico etc) con i vincoli del  momento (i livelli di scorta, i margini di profitto etc.) e l’algoritmo stabilisce il livello del prezzo.

Probabilmente arriveremo ad avere targhette digitali che raffigurano il prezzo, in grado di aggiornarsi durante la giornata a seconda delle informazioni fornite dagli analytics che operano nel cloud. Forse non accadrà a prodotti come i fagioli o le mele, ma sarà la norma nelle concessionarie d’auto o nei negozi di mobili, forse anche nei negozi di vestiti, soprattutto se di fascia alta. Oggi la tecnologia per farlo non è sufficiente, ma nel futuro questo trend potrebbe davvero giocare un ruolo importante per i retailer, soprattutto se permetterà loro di rendere le offerte sul mercato più appetibili nel momento giusto.

Federico Riboldi

Business Program Manager di Fujitsu Italia at Fujitsu
Federico ha un'ampia esperienza in ambito ICTdallo sviluppo software alla gestione dei managed services alla definizione e gestione dei piani marketing nell’ambito della proposizione dei Servizi e Retail di cui si occupa ora in qualità di Business Programs Manager.

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