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La trasformazione digitale sta cambiando in modo evidente anche il settore delle banche e degli istituti finanziari.

I canali fisici tradizionali, come le filiali e i bancomat, devono evolvere per coesistere con i canali digitali, legati a loro volta dalla continua evoluzione delle aspettative e dei comportamenti dei consumatori, e dai sempre più nuovi e convenienti modi per gestire le transazioni, in particolare attraverso le applicazioni mobile.

I servizi bancari tradizionali sono minacciati da nuovi modelli più efficienti, nati dall’unione tra finanza e tecnologie (i servizi fin-tech), ovvero dai nuovi servizi di pagamento al wealth management, dai prestiti peer-to-peer al crowdfunding, dove una nuova generazione di startup sta mirando al cuore del settore finanziario e a un bacino di ricavi che Goldman Sachs stima possa valere 4,7 miliardi di dollari.

In uno scenario come questo, in cui la diffusione del banking online e il fin-tech crescono a ritmi esponenziali, la gravità degli attacchi informatici pesa sul conto economico di banche e istituti finanziari ancora di più rispetto alle aziende normali.

Proprio qualche mese fa, il vice governatore della Banca centrale russa Dmitry Skobelkin, ha reso noto che nel 2017 gli hacker hanno sottratto più di un miliardo di rubli (17 milioni di dollari) alle banche russe, sfruttando lo strumento Cobalt Strike.

All’interno di un ecosistema complesso come quello finanziario, limitare gli attacchi informatici e fisici è diventato il focus primario. Le banche ne sono consapevoli e stanno orientando i propri investimenti verso tecnologie di automazione, machine learning e security intelligence a supporto degli attuali sistemi di sicurezza.

A tal proposito, abbiamo scelto di aderire al nuovo progetto collaborativo dell’Unione Europea (UE) – inserito nel programma quadro Horizon 2020 e coordinato da GFT Italy – che si è posto come obiettivo quello di rafforzare la capacità delle istituzioni finanziarie di prevedere e neutralizzare minacce complesse alla sicurezza  e mantenersi conformi a normative di sicurezza sempre più stringenti.

Come Fujitsu, stiamo contribuendo in particolare sul tema dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’ambito FinSec. Un progetto il cui focus è l’applicazione di tecniche di IA data-driven per anticipare e identificare gli incidenti di sicurezza nell’attività bancaria sia online che fisica. Sarà posta inoltre forte enfasi sulla collaborazione tra tutti i diversi stakeholder presenti nella value chain dei servizi finanziari allo scopo di migliorare il rilevamento e la mitigazione delle minacce alla sicurezza.

Il contributo di Fujitsu al progetto FinSec riguarda l’utilizzo della AI per sviluppare speciali capacità di rilevamento delle minacce attraverso l’analisi delle telecamere di sorveglianza a circuito chiuso per evidenziare comportamenti potenzialmente irregolari da parte di persone situate in aree sensibili, come le banche, e in prossimità degli sportelli bancomat.

La partecipazione di Fujitsu al progetto europeo si svolgerà attraverso il Fujitsu AI Center of Excellence presso l’Ecole Polytechnique di Parigi-Saclay, che offre competenze di altissimo livello nell’analisi CCTV basata su AI- Il nuovo algoritmo AI. che nascerà dalla partecipazione di Fujitsu al progetto FinSec sarà implementato negli sportelli bancomat realizzati da un partner del progetto e sarà trasferibile ad altre applicazioni basate su sorveglianza CCTV come l’analisi autonoma delle immagini per la pubblica sicurezza a scopo di polizia e protezione delle frontiere, oltre che per la sicurezza privata.

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