Pubblicato il in Digital Transformation

La digital disruption è inarrestabile, investe ogni aspetto della nostra vita. Ma fra una decina d’anni, i cambiamenti provocati dalla tecnologia, alla luce dell’evoluzione del contesto sociale, che impatto concreto avranno?

Fujitsu, in collaborazione con Trajectory ha risposto a questa domanda interpellando 1.400 business leader di tutto il mondo. I risultati della survey sono sintetizzati nella ricerca “Fujitsu Timeline 2030”, che offre un quadro di come potrebbe essere il mondo nel 2030.

Ciò che emerge con chiarezza è la necessità di una risposta coordinata a livello globale per far fronte ai cambiamenti posti in atto dal progresso tecnologico. Se da un lato infatti non si può più prescindere dalla tecnologia, che ha pervaso ogni ambito, dall’altro è necessario farsi carico di un ripensamento complessivo che metta al centro la persona, trasformando in opportunità ciò che la tecnologia può offrire.

Questa la posizione dell’84% degli intervistati, la metà dei quali pensa che una risposta dovrebbe venire da enti intergovernativi, singoli governi, aziende e enti di settore. Un ripensamento che purtroppo non è al momento all’altezza della situazione: il 76% giudica infatti insufficiente l’operato dei propri governi e degli enti internazionali rispetto all’impatto dei cambiamenti generati dalla tecnologia.

Per il mondo aziendale, invece, la risposta più efficace alla digital disruption è quello di favorire lo sviluppo del giusto mix di competenze tecniche e soft skills in modo da semplificare l’adozione dell’automazione e contemporaneamente lasciare spazio ai dipendenti per dedicarsi ad attività a maggior valore e più coinvolgenti, accompagnandoli con una formazione continua sulle nuove tecnologie. In questo senso, quasi la metà del campione crede che la strada da percorrere sia l’aggiornamento formativo della forza lavoro attuale: il 41% suggerisce un aggiornamento dei programmi didattici e formativi, il 37% pensa che sia fondamentale investire nell’infrastruttura tecnologica (come Internet ad alta velocità), mentre il 36% ritiene che aziende e specialisti di tecnologia debbano formare partnership più solide. Ciononostante, solo poco meno della metà degli intervistati ammette che la propria realtà aziendale stia investendo attivamente in innovazione e solo il 28% che la stessa stia attualmente modificando la propria strategia di business per prepararsi all’impatto della tecnologia.

Grazie a un importante processo di analisi di prospettive e trend, “Fujitsu Timeline 2030” ha identificato i fattori sottostanti alla domanda di tecnologia, ai cambiamenti sociali, al rapporto tra business e globalizzazione. Nel valutare queste tendenze, il campione ha indicato l’automazione (86%) come il fattore più significativo, seguito dall’apprendimento continuo e dalla cittadinanza digitale (73% entrambi).

Un percorso verso la prosperità, in cui il mondo abbraccia il paradigma digitale, o una strada verso recessione, disuguaglianze e disoccupazione?

Complessivamente, il 59% ritiene che l’impatto dello sviluppo tecnologico entro il 2030 sarà positivo, anche se l’auspicio di una risposta coordinata globale, indica che vi è la consapevolezza della necessità di agire.

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