Pubblicato il in Digital Transformation

Molto di ciò che facciamo sui nostri device oggi dipende in qualche modo dal cloud computing. Per esempio avrai sicuramente salvato qualcuna delle tue foto nel cloud, anche se non hai mai sentito parlare o usato un Google doc. Può sembrare quindi strano a un professionista dell’IT che molti di noi ancora si affidino a sistemi operativi tradizionali sul lavoro e non abbiano in programma la migrazione al Cloud Computing.

C’è però una spiegazione a questo. È difficile spostare nel cloud come prima cosa il workplace perché è difficile isolarlo dalle applicazioni core che vengono usate quotidianamente, è ciò significa che la migrazione del workplace implica la migrazione di tutto.
È un grosso lavoro: immagina di dover spostare la tua intera casa senza disconnetterla da utenze come acqua, luce, gas etc.
Numerose aziende oggi operano già con molte applicazioni moderne, incluse le applicazioni software as a service (SaaS), e hanno bisogno di una connettività efficiente e stabile.
Questa è la situazione di partenza ideale quando si vuole spostare l’intero workplace.
Tuttavia, in molti casi, ci saranno delle applicazioni legacy e dei device ancora in uso che impediranno una migrazione al cloud immediata e semplice.

Costruito per essere flessibile

Può sembrare una grande sfida e a ragion veduta. Per iniziare ad affrontarla, devi stabilire quali siano i tuoi obiettivi di business e comprendere se la migrazione al cloud possa aiutarti a realizzarli.
Nella maggior parte dei casi sarà così.
Vuoi ridurre i costi? Vuoi migliorare la produttività? Vuoi attrarre nuovi talenti? Vuoi migliorare la sicurezza?
La bellezza del cloud sta nella sua flessibilità, che permette di realizzare un workplace digitale fatto su misura per le esigenze del tuo business.
In passato, le aziende erano bloccate in un ciclo di “realizzazione e aggiornamento” che rendeva necessario avere un dipartimento IT in grado di gestire momenti di forte stress a livello di operazioni fino a che l’intero aggiornamento del sistema non fosse concluso.
Questo approccio causava molti sprechi e significava dover assicurare per tutto l’anno un servizio che soddisfacesse i livelli più alti di efficienza. Per esempio, un corriere non lavora con la stessa intensità nel periodo estivo e in quello natalizio.
Chi si affida al cloud può decidere di avere dei picchi nelle operazioni quando vuole e pagare in proporzione solo per quel determinato periodo.
Anche gli upgrade sono graduali. Prima del cloud, i cicli di acquisto dell’IT venivano eseguiti in periodi di 3 o 4 anni. I sistemi dovevano funzionare senza aggiornamenti a prescindere dal fatto che il vendor li offrisse o meno.
C’erano molte difficoltà nel giustificare la necessità di un upgrade e ciò spesso causava degli stalli nei processi tra IT e Business.
Gli aggiornamenti del workplace all’interno del cloud possono essere forniti su basi ad hoc, il che significa anche essere sempre aggiornati con i patch di sicurezza più recenti.

Un passo alla volta

Tuttavia, il cloud non è qualcosa in cui si può saltare alla cieca.
Prima di migrare, devi aver fatto le analisi necessarie per assicurati di essere pronto. Devi mappare i tuoi piani per identificare per prima cosa i tuoi obiettivi di business. Ancora meglio sarebbe avvalersi del consiglio di qualcuno che possa aiutarti.
Devi considerare, in particolare, le necessità specifiche della tua azienda in materia di sicurezza. Se la compagnia ha restrizioni tra i dati e il cloud pubblico, allora avrai bisogno di strumenti di tracciamento che possano assicurare che i file siano sincronizzati e facilmente reperibili dagli utenti.
Questo approccio aiuta a mitigare i rischi di un aumento vertiginoso dei costi a causa di un cloud storage non ottimizzato, prevenendo la frustrazione degli utenti quando i dati sono posizionati in posti diversi all’interno di applicazioni cloud-based.
Una volta che una piattaforma cloud è considerata abbastanza sicura, la sicurezza si concentra maggiormente sull’accessibilità dell’utente a applicazioni e dati. Ciò aumenta l’importanza delle tecnologie biometriche, della gestione dell’identità e dei permessi di accesso basati sul ruolo.

Comunicare i benefici

Dopo aver realizzato tutto ciò, è importante notificare agli azionisti di maggioranza. Condividere i futuri benefici sarà vitale per aiutare le persone ad affrontare tutti i piccoli problemi che si affrontano quando si usa un nuovo modo di lavorare per la prima volta.
A questo punto, è il momento di testare il tutto.
Testa la tua soluzione attraverso un programma completo, passando dal proof of concept al pilot, per provare i benefici aziendali della migrazione. Per fare ciò, sfrutta dei casi di utilizzo che meglio potrebbero mostrarli.
Investi nel tuo programma pilota, coinvolgi anche gli azionisti di maggioranza e assicurati di valorizzare quegli utenti che possono essere promotori del programma e parte della trasformazione.

Getta le basi

Per portare avanti tutto questo lavoro, devi essere ben preparato e avere un piano solido in modo da assicurare i migliori risultati possibili alla tua azienda.
Se non lo farai, non solo la mancanza di un progetto farà nascere più problemi tecnici, ma limiterà anche la tua capacità di gestire le aspettative degli azionisti.
Essere in grado di rispondere a una percezione sbagliata con dati di riferimento alla mano per comparare i risultati della migrazione con il passato è fondamentale perché se non riesci a coinvolgere le persone e a far usare loro le nuove soluzioni, la migrazione dei processi sarà rallentata, rinforzando l’impressione che le cose non si stiano muovendo abbastanza velocemente.
Infine, una trasformazione del workplace cloud-based di successo dovrebbe avere lo staff che si offre volontariamente per far parte del cambiamento. I collaboratori dovrebbero essere pronti ad abbandonare il vecchio modo di lavorare per godere di tutti i benefici di un Fast IT cloud-based.

Ciò che non si conosce all’inizio sorprende sempre, ma nel caso del cloud la sorpresa dovrebbe essere positiva e avere un impatto duraturo su tutti gli aspetti di qualunque tipo di azienda.

Leggi l’articolo originale sul mini-sito Digital Workplace di Fujitsu.

Federico Riboldi

Business Program Manager di Fujitsu Italia at Fujitsu
Business Program Manager in Fujitsu Italia, ha un'ampia esperienza in ambito ICTdallo sviluppo software alla gestione dei managed services alla definizione e gestione dei piani marketing nell'ambito della proposizione dei Servizi e Retail di cui si occupa ora in qualità di Business Programs Manager.

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