Pubblicato il in Human Centric Intelligent Society

Il concetto di smart working non è solamente legato all’aspetto tecnologico. In realtà, è anche un messaggio che l’azienda lancia ai propri dipendenti, in modo implicito, ancorché decisamente chiaro. Un messaggio di fiducia, che vuole sottolineare l’importanza di responsabilizzare le risorse. Quello che conta è essere sempre orientati al risultato, il cui raggiungimento dipende sempre meno dal luogo “fisico” in cui ci si trova. Idea imprescindibile nell’attuale mercato, così veloce e mutevole.    

Un concetto che può sembrare scontato, ma che racchiude in sé aspetti rivoluzionari. Per questo motivo, l’evoluzione dell’ufficio fisico tradizionale è destinata ad accelerare nei prossimi anni.

La trasformazione digitale in corso sta ridefinendo i processi interni di ogni singola impresa, mentre entro il 2025 i millennial rappresenteranno oltre il 50% della forza lavoro, ridefinendo la cultura aziendale attorno a modelli più flessibili, maggiore apertura alla collaborazione e focalizzazione ai dati come linfa vitale del business. 

Affermazioni confermate anche da uno studio che abbiamo realizzato qualche mese fa, in collaborazione con la società di ricerche PAC (CXP Group). Entro il prossimo decennio, il concetto di un lavoro a tempo pieno in un ambiente d’ufficio tradizionale sarà un ricordo, se è vero che il 57% delle aziende italiane prevede di consentire ai dipendenti di lavorare in modo più flessibile, fornendo loro un accesso remoto sicuro ai dati aziendali.

Anche se – al momento – in Europa si registrano significativi ritardi per quel che riguarda lo smart working. Da quanto risulta a Eurostat, infatti, nel 2017 in UE la percentuale di lavoratori occupati tra i 15 e i 64 anni senza una presenza regolare in ufficio, ma operativi da casa o da altre postazioni, ha fatto registrare una media del 5%. In Italia, nonostante ci sia una legge al riguardo (la 81/2017), la percentuale scende al 3,5%.

Ma diversi indicatori attestano che – nel nostro Paese – lo scenario è destinato a cambiare. Sempre secondo la nostra analisi, le aziende italiane sono tra le più aperte in Europa nel permettere ai propri dipendenti di utilizzare qualsiasi dispositivo desiderino per accedere alle applicazioni e ai servizi aziendali (33%). Inoltre, il 98% degli intervistati ha evidenziato come l’odierna complessità della tecnologia dell’ambiente di lavoro stia limitando il potenziale e l’operatività dei dipendenti e il 75% ha affermato che le attuali pratiche lavorative non sono sufficientemente flessibili per ottenere il massimo dalla propria forza lavoro.

C’è una forte consapevolezza relativa all’influenza di modalità di lavoro più agili rispetto sulle performance dei singoli dipendenti. L’evoluzione del workplace, se per alcune società è già una priorità, per altre lo potrà diventare nei prossimi anni e seguirà di pari passo l’evoluzione della società in generale, che sta andando verso la digitalizzazione dei processi ed è sempre più attenta allo smart working, un elemento sul quale anche la pubblica amministrazione è particolarmente attenta.

In Italia, quindi, il terreno è fertile per lo sviluppo di queste modalità di lavoro innovative, su cui le aziende punteranno in un futuro vicino per supportare i propri collaboratori e dipendenti, il vero patrimonio di ogni organizzazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *