Pubblicato il in Infrastructure for the Digital World

“Trasformazione digitale” sta sempre più diventando la parola d’ordine tra le imprese, che hanno iniziato a mettere in modo concreto i dati e le informazioni al centro del proprio business. In questo scenario, lo storage gioca un ruolo da assoluto protagonista.

Componente fondamentale di ogni data center, allo storage vengono chieste prestazioni sempre più elevate, nuove funzionalità e la garanzia di maggiori vantaggi per l’infrastruttura IT nel suo complesso.

All’interno di questo contesto, si possono individuare dei trend? Noi ne vediamo quattro, tutti trainati dall’incremento esponenziale del volume dei dati e del loro utilizzo in azienda.

Il primo: vi è una richiesta sempre maggiore da parte delle aziende di ridurre i tempi di elaborazione e quindi di accesso ai dati per la CPU. La risposta di Fujitsu in questo caso è l’implementazione di soluzioni storage in ottica flash, con dischi SSD e il ricorso all’utilizzo di nuove tecnologie, come quelle denominate Storage-Class Memory (SCM).

Il secondo: l’utilizzo di soluzioni di Software Defined Storage per gestire grandi quantità di dati, dietro la spinta dei cloud e dei service provider. Caratteristiche di queste soluzioni sono il basso costo ed elevati livelli di affidabilità e performance.

Il terzo: l’iperconvergenza, che unisce in un unico dispositivo capacità di calcolo, networking e storage in grado di rispondere all’esigenza di implementare con facilità soluzioni complete, senza doversi approvvigionare separatamente dei singoli elementi.

Il quarto: nascente rispetto a quelli sopra elencati, è l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale all’interno dello storage. Grazie all’AI, i parametri dello storage vengono ottimizzati in funzione dei dati di utilizzo della macchina storage per permette alle applicazioni software di essere fruite al meglio.

La crescente necessità di archiviare, conservare e analizzare i dati riguarda tutti gli ambiti più innovativi, primi fra tutti quelli legati alle attività di business analytics e ai big data: inizialmente partiti come qualcosa “nice to have”, infatti, ora sono visti come fondamentali per migliorare le performance aziendali e mantenere la competitività della propria azienda.

Altrettanto rilevanti sono poi le nuove iniziative in ambito Internet-of-Things (IoT) che, comportando un incremento dei dispositivi utilizzati, generano sempre maggiori quantità di dati, spesso immagazzinati per post-elaborazioni o simulazioni relativi a nuovi modelli di gestione.

Tra le attività che generano importanti volumi di dati, quelle connesse ai temi di sicurezza (CCTV), alla produzione/fruizione di contenuti (riprese audio/video tipiche di ambiente TV tradizionali e non) e la loro archiviazione in modalità digitale.

Infine, la progressiva digitalizzazione di tutte le informazioni ed archivi tipici della PA, centrale e locale, e le sue nuove modalità di interazione (per esempio la fatturazione elettronica) stanno generando sempre maggiori quantità di dati sia per ciò che riguarda lo storage primario che quello secondario ovvero connesso a temi di backup e di archiviazione.

In questo scenario, è estremamente interessante anche l’adozione di Windows Server 16 sui server Fujitsu PRIMERGY certificati. Si tratta di una combinazione che permette alle aziende – indipendentemente dalla dimensione – di passare in modo agile da applicazioni e infrastrutture data center tradizionali al cloud computing, facendo leva su importanti risorse di calcolo, rete e storage di tipo software-defined e sulla possibilità di creare ambienti cloud privati.

Roberto Cherubini

Roberto Cherubini

IT Architect at Fujitsu Italia
IT Architect di Fujitsu Italia, appassionato di tecnologia, membro del Distinguished Engineer Fujitsu, si occupa di proporre le soluzioni più adatte alle esigenze infrastrutturali dei clienti
Roberto Cherubini

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